Interviste

Respiri On Air è la trasmissione radiofonica che ti fa esclamare: “Si può fare!” a cura di Marco Matera e Manuel Picciolo.

Ecco qui il link alla puntata su Soundcloud
https://soundcloud.com/user-613217562/respirionair-del-05022019-michela-rimessi

L’intervista è una chiacchierata su come diventare una assistente virtuale e lavorare da remoto o meglio, come lo sono diventata a mia volta.
Ho parlato un po’ del mio percorso di vita e delle circostanze che mi hanno portata verso quella scelta. Durante questi 50 minuti condivido con Marco, in modo rilassato e a volte ironico, come lavoro e che strumenti utilizzo, per poi farmi molto seria quando racconto di come mi trasformo appena mi siedo sul trono (sedia ergonomica davanti al pc) e mi dedico con risolutezza e concentrazione ad elevare il lavoro che mi è stato delegato.

Delegare è la soluzione per far crescere il business e lavorare con più facilità per poi dedicarsi al focus principale.

Il tema dell’intervista riguarda questa nuova professione digitale per il territorio italiano e come organizzare i vari task in un ambiente 4.0.

Sono una libera professionista con partita IVA e le mie abilità sono multidisciplinari, affinate in oltre 20 anni di esperienza, in diversi ruoli e in diverse aziende. Grazie alle mie conoscenze pregresse, come dipendente e ora come libera professionista, che lavora da remoto, posso gestire quotidianamente delle attività aziendali, o mansioni di carattere organizzativo, esecutivo e strategico.


La mia curiosità, un mattino di agosto del 2016, mentre ero in spiaggia con il cellulare alla mano, per cercare qualche contenuto interessante da leggere, mi ha condotta ad un articolo di Nomadi Digitali in cui Mary Tomasso, racconta di come è diventata a sua volta assistente virtuale.
Ecco, quel momento è rimasto indelebile nella mia memoria, perché ho sentito che la professione di assistente virtuale mi avrebbe permesso di trovare non tanto il lavoro giusto per me, perché lo facevo già (e ora da libera professionista l’ho affinato ancora di più con ulteriori conoscenze), ma di lavorare, finalmente con il mio stile, basato su una solida e genuina empatia, l’ascolto delle esigenze del cliente e la gentilezza necessaria per rendere una collaborazione, un qualcosa di speciale: una bella esperienza da ricordare con piacere.


L’assistente virtuale o come piace definirmi l’assistente digitale, perché di virtuale c’è poco, dal momento che sono molto presente con email e Skype, è di importanza strategica all’interno delle organizzazioni o in caso di una collaborazione con un altro libero professionista.
In piccole realtà imprenditoriali, posso essere l’anello di congiunzione fra l’azienda e l’esterno.

Come assistente virtuale non sono una centralinista e nemmeno una casalinga disperata che arrotonda da casa, come alcuni potrebbero pensare. No, nulla di tutto questo! Qui si parla di una libera professionista, che paga le tasse e che è in formazione continua. Lavorare da remoto, difficilmente mi fa incontrare dal vivo chi mi delega una parte del business, ma ormai la tecnologia abbatte tutte le barriere spazio temporali.
Lavorare da remoto è il modo per fornire servizi online. Servizi indispensabili per un imprenditore che desidera incrementare il giro d’affari e ottimizzare e consolidare la sua presenza sul web.

Cosa significa lavorare come Assistente Virtuale?

In qualità di assistente virtuale, ho un grande ventaglio di esperienza dove posso applicare i miei servizi.
Nel momento in cui scrivo, mi definisco un ibrido tra una segretaria molto evoluta e un’iniziale social media manager. Al di là di tutto, quello che fa davvero la differenza è il carattere e l’approccio mentale a questo tipo di lavoro, che mi vede studentessa a vita, in cui bisogna essere cintura nera di serietà e saper organizzazione il tempo, essere flessibili e garantire il risultato finale.

Ovviamente l’assistenza virtuale, come professione nuova, implica che buona parte del mio tempo sia impegnata a trasmettere il significato e i benefici che porto con i miei servizi. Devo formare il potenziale cliente prima che diventi cliente e si possa lavorare ad un progetto comune.

I vantaggi sono molteplici: avere una persona di fiducia virtualmente al proprio fianco, fa risparmiare tanti grattacapi, migliora la qualità del flusso di lavoro, moltiplica il tempo e migliora di gran lunga la percezione che i clienti e potenziali tali, hanno dell’imprenditore che ha contrattato i servizi di una assistente virtuale.

Serve tempo affinché il mio ruolo si affermi nella mentalità imprenditoriale, ma io non mollo!
Una collaborazione deve avere alla base fiducia e rispetto reciproco. Siamo di fronte a due professionisti che decidono di lavorare alla pari per un unico successo.
Poi se si valuta anche l’aspetto economico e tutte le spese che si evitano con una assistente virtuale, rispetto all’assumere un dipendente tradizionale, non c’è paragone.

Consigli dal cuore per chi vuole intraprendere questa professione

Interrogarsi molto sulla persona che si è: ti piace studiare? Sei brava nella gestione del tempo? Riesci a gestire in modo diplomatico un cliente difficile? Riesci a lavorare senza distrarti?
Devi dare il massimo: basta una recensione fatta con cattiveria, che sul web si è subito penalizzati e nessuno verrà a chiederti cosa è successo davvero.

Fatto un approfondito esame di coscienza, consiglio vivamente di frequentare un corso per assistente virtuale, serio. Mary Tomasso è stata la prima persona che in Italia ha portato l’assistenza virtuale.
Ha formato centinaia di assistenti e lei è una garanzia. Acquistare il suo corso fa la differenza perché è ricco di contenuti tecnici e ben fatto.

Purtroppo in queste settimane vedo gente con una minima esperienza nell’ambiente (un anno o due scarsi) che inizia a proporre i propri corsi di assistenza virtuale.
Credo che queste azioni aprano le porte al Discount dell’assistenza virtuale, e che in un mercato così ristretto, come quello italiano, umilino profondamente la professione. Questo corsi improvvisati mirano a sfruttare la miseria creatasi in questi anni e le persone che sono rimaste senza lavoro, che non sanno come riciclarsi, vengono abbagliate da falsa speranza.

La nuova nicchia di poveri da sfruttare c’è e basta buttargli nella mente l’illusione che con un corso a poco prezzo saranno delle professioniste con la fila di clienti.

Niente di più falso!
Questa è una professione serissima, il percorso è lungo e la formazione deve essere di alto livello, fatto da una esperta.

Dopo il corso, si passa a costruire la presenza online: nessuno sarebbe disposto a lavorare con una persona che professionalmente sul web non esiste.
All’inizio per il web non sei nessuno, non hai nessuna autorevolezza e credibilità..
Ogni giorno, in modo inesorabile devi generare fiducia nei potenziali clienti affinché diventino i tuoi clienti.

Come? Punta su contenuti di valore e fatti conoscere sui social. Trova poi la tua specializzazione e la tua nicchia.
Tanti raccomandano di trovare la nicchia prima, ma a livello pratico, ho constatato che la nicchia arriva dopo, quando sei più esperto.
Prima di fare dei passi, pensa a te e a come saresti sul web come professionista, e se lo senti davvero tuo, allora segui quello che ti fa battere il cuore. Non puoi sbagliare.