Effetto Zeigarnik

Stai facendo una piacevole passeggiata. La temperatura è perfetta e fisicamente senti che oggi potresti camminare per ore e gustarti il panorama. Provi un senso di forte benessere.

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Ad un certo punto hai l'impressione di avere dimenticato qualcosa ed entri in tensione. Inizi a rimuginare e non riesci a trovare cosa. Rimani sospeso con il pensiero fisso. Questo è l'effetto Zeigarnik.

Si tratta della tendenza a ricordare azioni e compiti non portati a termine. Se sei un procrastinatore seriale, conosci bene la sensazione di cui sto parlando.

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L'effetto Zeigarnik si spiega molto bene facendo il parallelismo con la sensazione di sospensione emotiva, che ci tiene incollati allo schermo in attesa del prossimo episodio della serie TV preferita. Un po' come la pubblicità che interrompe la narrazione proprio in un punto cruciale della storia, lasciandoti sospeso fino a quando non scopri come finisce la vicenda. Questo si chiama cliffhanger, ossia interruzione brusca in corrispondenza di un colpo di scena o un punto di svolta caratterizzato da una forte suspance.

Se continui a rimandare qualcosa , la mente è abilissima a focalizzarsi sulle cose che non hai portato a termine o che non hai nemmeno cominciato e ti trovi con una effetto Zeigarnik tra capo e collo.

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Come è nato l'effetto Zeigarnik

Bluma Zeigarnik era una psicologa lituana, che scoprì un curioso stato della mente umana. Sul finire degli anni '20 del secolo scorso, mentre era seduta al ristorante, notò che un cameriere ricordasse perfettamente gli ordini ancora da servire, per poi dimenticarsene immediatamente dopo averli serviti.
Provò a testare il comportamento del cameriere, con un gruppo di volontari e come conclusione l'esperimento confermò che i volontari ricordavano meglio i compiti nei quali erano stati interrotti, rispetto ai compiti che avevano concluso senza problemi: esattamente come i camerieri osservati nel ristorante.

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Tutti noi nella vita, di fronte ad un progetto complesso o di fronte ad un piccolo compito che non ci andava di fare, abbiamo accampato ogni sorta di scusa, con il solo risultato di rimandare all'infinito.
Rimanda e sei destinato a vivere in tensione psichica perché il cervello tende a ricordare maggiormente tutte le attività iniziate e non concluse o da iniziare.

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È lo stesso stress che riscontro nelle giornate in cui inizio cento task e troppe restano in sospeso.

In ottica di anti procrastinazione, questa tensione psicologica, se riconosciuta e ascoltata, può diventare una potente alleata contro ogni indugio nell'iniziare o portare a termine una attività.

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Iniziare un task anche quando vorremmo fare tutt'altro, produce un effetto virtuoso a catena, che porterà a completare ciò che hai in sospeso.

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